La Taberna del Puerto

La Taberna del Puerto (https://foro.latabernadelpuerto.com/index.php)
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-   -   ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años? (https://foro.latabernadelpuerto.com/showthread.php?t=69496)

WONDERER 26-09-2011 17:04

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Cita:

Originalmente publicado por Ventarrón (Mensaje 1138182)
Esa afirmación es incorrecta !!!

Salud
:brindis::brindis::brindis:

Será tu mejor ciudad del mundo... NO la mejor ciudad del mundo.

"edmo
me encanta tu pais y para mi buenos aires es la mejor ciudad del mundo, pero que la crisis de argentina es pasajera...joder, sois optimistas por alli, hay que reconocerlo. el futuro de la nautica en 4 años? a este paso igual volvemos al transporte a vela, no estaría mal"



Ventarrón,
Lo de la mejor ciudad del mundo (Mar del Plata), viene a cuento por la afirmación del cofrade Edmo (cuyo texto transcribo), que tubo una actitud simpática al recordar sus viajes por la ciudad de Buenos Aires, a la que llamó la mejor ciudad del mundo, en contestación a la misma, lo invité a visitar y navegar en mi ciudad, animándolo a visitar a la "mejor ciudad del mundo".
Sacado de contexto mi afirmación parece pueril y aniñado, pero si sigues el hilo verás que todo tiene otro sentido.
Saludos
:brindis:

Ventarrón 26-09-2011 19:05

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Cita:

Originalmente publicado por WONDERER (Mensaje 1138228)
Saludos
:brindis:

:brindis::brindis::brindis:

Yo nací en Mardel ...:burlon:

:brindis::brindis::brindis:

WONDERER 27-09-2011 01:58

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Hola Ventarrón
¿Hace mucho que no andás por acá?
Te mando una publicidad de la cerveza Quilmes, de hace un par de años. A mi gusto muy buena, muy representativa del verano en esta ciudad, desde una óptica humorística, muy rioplatense.

http://www.youtube.com/watch?v=dd5qn...eature=related

Si te da por venir, no dejes de contactarte.
:brindis:

chema 07-12-2011 18:19

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Hola de nuevo, sigo con el hilo a raiz de los comentarios de un forero sobre lo que está pasando en Italia con la nautica:http://forum.amicidellavela.it/topic.asp?TOPIC_ID=65792

¿Se refiere a impuestos sobre barcos nuevos o a los que están ya en pantalán?.


Postata da sonmì in Banchina:

testo in vigore dal: 6-12-2011






Art. 16

Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed
aerei

1. Al comma 21 dell'articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, dopo il primo periodo e' inserito il seguente: "A partire
dall'anno 2012 l'addizionale erariale della tassa automobilistica di
cui al primo periodo e' fissata in euro 20 per ogni chilowatt di
potenza del veicolo superiore a centottantacinque chilowatt.".
2. Dal 1° maggio 2012 le unita' da diporto che stazionino in porti
marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche,
anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della
tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione
di esso, nelle misure di seguito indicate:
a) euro 5 per le unita' con scafo di lunghezza da 10,01 metri a
12 metri;
b) euro 8 per le unita' con scafo di lunghezza da 12,01 metri a
14 metri;
c) euro 10 per le unita' con scafo di lunghezza da 14,01 a 17
metri;
d) euro 30 per le unita' con scafo di lunghezza da 17,01 a 24
metri;
e) euro 90 per le unita' con scafo di lunghezza da 24,01 a 34
metri;
f) euro 207 per le unita' con scafo di lunghezza da 34,01 a 44
metri;
g) euro 372 per le unita' con scafo di lunghezza da 44,01 a 54
metri;
h) euro 521 per le unita' con scafo di lunghezza da 54,01 a 64
metri;
i) euro 703 per le unita' con scafo di lunghezza superiore a 64
metri.
3. La tassa e' ridotta alla meta' per le unita' con scafo di
lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari
residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni
ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, nonche' per le
unita' di cui al comma 2 a vela con motore ausiliario.
4. La tassa non si applica alle unita' di proprieta' o in uso allo
Stato e ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio,
ai battelli di servizio, purche' questi rechino l'indicazione
dell'unita' da diporto al cui servizio sono posti, nonche' alle
unita' di cui al comma 2 che si trovino in un'area di rimessaggio e
per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio.
5. Sono esenti dalla tassa di cui al comma 2 le unita' da diporto
possedute ed utilizzate da enti ed associazioni di volontariato
esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso.
6. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e
3 la lunghezza e' misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS
8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto.
7. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 2 i
proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato
dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria. Con
provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite
le modalita' ed i termini di pagamento della tassa, di comunicazione
dei dati identificativi dell'unita' da diporto e delle informazioni
necessarie all'attivita' di controllo. I pagamenti sono eseguiti
anche con moneta elettronica senza oneri a carico del bilancio dello
Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 2 affluisce all'entrata
del bilancio dello Stato.
8. La ricevuta di pagamento, anche elettronica, della tassa di cui
al comma 2 e' esibita dal comandante dell'unita' da diporto
all'Agenzia delle dogane ovvero all'impianto di distribuzione di
carburante, per l'annotazione nei registri di carico-scarico ed i
controlli a posteriori, al fine di ottenere l'uso agevolato del
carburante per lo stazionamento o la navigazione.
9. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della
sicurezza e alla vigilanza in mare, nonche' le altre forze preposte
alla pubblica sicurezza o gli altri organi di polizia giudiziaria e
tributaria vigilano sul corretto assolvimento degli obblighi
derivanti dalle disposizioni di cui ai commi da 2 a 7 del presente
articolo ed elevano, in caso di violazione, apposito processo verbale
di constatazione che trasmettono alla direzione provinciale
dell'Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al
luogo della commissione della violazione, per l'accertamento delle
stesse. Per l'accertamento, la riscossione e il contenzioso si
applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi; per
l'irrogazione delle sanzioni si applicano le disposizioni di cui al
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione
ivi prevista. Le violazioni possono essere definite entro sessanta
giorni dalla elevazione del processo verbale di constatazione
mediante il pagamento dell'imposta e della sanzione minima ridotta al
cinquanta per cento. Le controversie concernenti l'imposta di cui al
comma 2 sono devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie
ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
10. Per l'omesso, ritardato o parziale versamento dell'imposta si
applica una sanzione amministrativa tributaria dal 200 al 300 per
cento dell'importo non versato, oltre all'importo della tassa dovuta.
11. E' istituita l'imposta erariale sugli aeromobili privati, di cui
all'articolo 744 del codice della navigazione, immatricolati nel
registro aeronautico nazionale, nelle seguenti misure annuali:
a) velivoli con peso massimo al decollo:
1) fino a 1.000 kg., euro 1,50 al kg;
2) fino a 2.000 kg., euro 2,45 al kg;
3) fino a 4.000 kg., euro 4,25 al kg;
4) fino a 6.000 kg., euro 5,75 al kg;
5) fino a 8.000 kg., euro 6,65 al kg;
6) fino a 10.000 kg., euro 7,10 al kg;
7) oltre 10.000 kg., euro 7,55 al kg;
b) elicotteri: l'imposta dovuta e' pari al doppio di quella
stabilita per i velivoli di corrispondente peso;
c) alianti, motoalianti, autogiri e aerostati, euro 450,00.
12. L'imposta e' dovuta da chi risulta dai pubblici registri essere
proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato
dominio, ovvero utilizzatore a titolo di locazione finanziaria
dell'aeromobile, ed e' corrisposta all'atto della richiesta di
rilascio o di rinnovo del certificato di revisione della
aeronavigabilita' in relazione all'intero periodo di validita' del
certificato stesso. Nel caso in cui il certificato abbia validita'
inferiore ad un anno l'imposta e' dovuta nella misura di un
dodicesimo degli importi di cui al comma 11 per ciascun mese di
validita'.
13. Per gli aeromobili con certificato di revisione della
aeronavigabilita' in corso di validita' alla data di entrata in
vigore del presente decreto l'imposta e' versata, entro novanta
giorni da tale data, in misura pari a un dodicesimo degli importi
stabiliti nel comma 11 per ciascun mese da quello in corso alla
predetta data sino al mese in cui scade la validita' del predetto
certificato. Entro lo stesso termine deve essere pagata l'imposta
relativa agli aeromobili per i quali il rilascio o il rinnovo del
certificato di revisione della aeronavigabilita' avviene nel periodo
compreso fra la data di entrata in vigore del presente decreto ed il
31 gennaio 2012.
14. Sono esenti dall'imposta di cui al comma 11 gli aeromobili di
Stato e quelli ad essi equiparati; gli aeromobili di proprieta' o in
esercenza dei licenziatari dei servizi di linea e non di linea,
nonche' del lavoro aereo, di cui al codice della navigazione, parte
seconda, libro I, titolo VI, capi I, II e III; gli aeromobili di
proprieta' o in esercenza delle Organizzazioni Registrate (OR), delle
scuole di addestramento FTO (Flight Training Organisation) e dei
Centri di Addestramento per le Abilitazioni (TRTO - Type Rating
Training Organisation); gli aeromobili di proprieta' o in esercenza
dell'Aero Club d'Italia, degli Aero Club locali e dell'Associazione
nazionale paracadutisti d'Italia; gli aeromobili immatricolati a nome
dei costruttori e in attesa di vendita; gli aeromobili esclusivamente
destinati all'elisoccorso o all'aviosoccorso.
15. L'imposta di cui al comma 11 e' versata secondo modalita'
stabilite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate
da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente
decreto.

chema 14-01-2012 11:06

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Otro, no sé si me valdrá el dicho de "cuando las barbas de tu vecino veas cortar pon las tuyas a remojar" :calavera:.

http://www.eleconomista.es/evasion/t...-la-venta.html

ENRICACION 14-01-2012 13:34

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Como máximo agorero del foro, en el que ya he manifestado reiteradas veces que lo veo todo más negro que los cojones de un grillo, igual que digo esto, digo que tranquilidad.
Que la náutia seguirá ahí. Y si cierran astilleros, volverán a abrir esos u otros.
Y los chavales, precisamente con esta puta crisis, van a retomar valores olvidados.
Que sí, que sin un pavo y con futuro negro, pero recuperarán amistad, familia, navegar con bocata... en fin.. que ahí soy optimista.
Y es un momento cojonudo para comprar barco, el que pueda claro, porque los precios han caído, y más que caerán. Y no pasa nada. Se asume, igual que estamos asumiendo ( con cierta indigestión, claro ) que los pisos no valen "cada vez más" sino menos.
Y aguantar el chaparrón,y todo volverá a su ser. Nunca como antes, que era ciencia ficción ( crecimiento a base de endudamiento era falso) pero sí a una tranquilida mayor que ahora, recuperar esos valores que he mencionado, y tranquilidad compañeros.
Que diga esto el agorero del foro tiene huevos, pero es que es así.
Esto es "un sarampión" que hay que pasar. Chungo, largo, pero tranquis.


Lo definió muy bien un economista, que "esta crisis es como un infarto, que cuando te da te acojonas de lo lindo, luego el tratamiento es chungo y largo,y al final, jamás serás el de antes". Pero joer, sigues viviendo. Distinto pero sigues.

¿Cuántos de vosotros, padres y abuelos, no han tenido rachas de cerrar negocios,pasarlas putas, luego rehacerse, luego volver a cagarla, no sé qué?
Todos
Todo el foro tiene en su árbol genealógico estas etapas.
Lo que no podíamos pretender es que el "ja ja ji ji" nos iba a durar eternamente.
Y aprenderemos, porque de todo se aprende, hasta de lo chungo
Salud pa tos y abrazos fuertes ¡¡

KUMI 14-01-2012 13:49

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
ENRICACION, eres un monstruo !!! :adoracion::adoracion:

Tú no eres pesimista ni agorero, eres un realista que escribe sin censura :cid5::cid5:, lo que te sale de "alli" lo pones y te quedas tan pancho :D.

Coincido mucho contigo, pero sobretodo me gusta el enfoque de la "crisis de valores". Llevo tiempo pensando que hemos de recuperar algo de prudencia, austeridad, humildad, educación..., valores básicos para poder adaptarnos a los nuevos tiempos sin traumatizarnos demasiado.

Creo que debemos adaptar nuestro ego personal a las circunstancias actuales y para ello hemos de "refrescar" los valores humanos de antaño, los de nuestros padres y abuelos, valores que con la "velocidad" que hasta ahora llevabamos una parte de ellos los hemos perdido por el camino.

Buena apuesta !! :adoracion:





:brindis::brindis:

genoves 14-01-2012 13:51

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Cita:

Originalmente publicado por ENRICACION (Mensaje 1209917)
... navegar con bocata...

Ah, ¿pero hay gente que navegando come otra cosa que bocatas?, bueno, afueraparte de los consabidos liofilizados y otras de abrir y deglutir.

:cunao:

Me acuerdo que en el barco de Capitan Teach, el tío se escondía una hora abajo, cocinaba para él y para mi y yo flipaba en colores. Porque teníais que ver la delicadeza en los platos.

Pensé que era la excepción que confirma toda regla...

Bueno, o que trataba de seducirme por el estómago, como hace mi suegra, que es la mejor cocinera del mundo. El objetivo lo dejo a la oscura mente de esta taberna.

Pero antes no lo había visto en ninguna parte, eso de cocinar tanto navegando... bueno más allá de una ensalada, un arroz, unos macarrones.

ironia 14-01-2012 14:29

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Adaptarse, eso es lo que hay que hacer, y reinventarse, que los tiempos cambian, ya han cambiado y lo que nos queda es salir pa lante de otra manera, diferente, y no tener añoranza de tiempos pasados que no volverán.
Es posible que todo esto hasta nos venga bien y nos ponga los pies en el suelo.
Lo único que me gustaría es que no solo lo paguemos los mismos, y ya sabéis a que me refiro :D

:pirata:

xento 14-01-2012 17:42

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Hola,

Sinceramente creo que no se es consciente de la que tenemos encima, no creo que volvamos a nada más que a la época de Juan Jose Moreno Cuenca y CIA pero en versión más moderna, donde era habitual que atracaran gasolineras, bancos, farmacias, etcétera, donde salir a determinadas horas y sitios era un suicidio.

Esto va camino, en realidad, en cuanto se acabe el pequeño colchón económico que tenemos = ahorros de familias enteras y pasta/negocio en B ya entramos de pleno en ello, vamos/estamos en un modelo de sociedad estadounidense, donde 1/3 vive de puta madre y resto esta en la peor miseria que te puedes tirar a la cara, con todo lo que ello conlleva e implica.

Pero simplemente nos adaptaremos , eso si, solo un tercio, el resto quedaran relegados en el mejor de los casos a 12 horas de esclavitud por una miseria, a currar de cajeros con 80 años, en fin lo que viene siendo los USA y su abismo social y económico, que sinceramente da vértigo.

Verano azul y todos en bicicleta, heredar ropa/libros/etc de hermanos, vivir con la familia 8 en un piso, un sueldo para 4 o 5 personas, los chiquillos corriendo por la escalera, el tomar "la fresca" en verano, los viajes de 15 dias a las islas en un puma 23 :D y todos felices y contentos se acabo, eso servia una España de hace 20 o 30 años, pero ahora no tenemos ese perfil (ni económico ni social) y hacia donde vamos es hacia otra cosa.

Se que suena chungo y pesimista, desde luego solo es mi opinión basada en lo que veo.



Saludos.

:brindis::brindis::brindis:

ENRICACION 14-01-2012 21:41

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Por supuesto que es gorda la que hay, y peor que viene.
Y se quedará gente en el camino, sin casa ni nada ( bueno, eso ya está ocurriendo....)

Pero pasará. Tardará pero pasará.
Y volver a empezar

Nunca para un adosado. Quizá un pisito de barrio de 50 m2, y será ¡ gloria bendita¡ tras años sin propiedad.
Y coche de 15 años, y será otra gloria bendita
Y lo que decía del bocata es eso, chavales pasando domingos en un barquito humilde, con charleta, bocata, y cocacola marca Lidl que les sabrá a gloria, y no tanta wii ni hostias.
Y los abuelos retomarán esas largas charlas de tarde de invierno, contando sus anécdotas, y dejarán de ser esos petardos que sólo aguantan los chavales en Navidad y sólo para la propina.
Y tardes de campito, con tortilla de fiambrera, que no de tuper, y pelota.

En fin.... que las vamos a pasar putas, mucho ( el ejemplo del infarto) pero como buenos infartados y recuperados de ello, un "volver a nacer" y saborerar todo, descubriendo "todos esos sabores que estaban ahí y que no veíamos por cenutrios"
Mi familia cayó tres veces, y remontamos, y caímos.. y yo he sido el niño más feliz de la galaxia.
Y tras un Bavaria 42 entre otros muchos barcos, estoy viendo en segundamano un Sirocco, mi primer barco, por ejemplo, que no creo que compre, pero ahí estoy, sin tapujos, bajando listón.
Tengo una moto mu gorda, he tenido miles, y recuerdo los "micro-orgasmos" de mi Mobilette Cady. Ninguna lo ha superado
¿por que´será eso? porque la eslora, los caballos, no sé qué no dan la felicidad. Sé que es un tópico, pero volvemos a eso.
Buen rollo, buena compañía, amigos de los de verdad que están ahí cuando las estás pasando putas, y a disfrutar coño (porque esta crisis sirve también de "autodepuración". Ahí verás qué amigos eran de verdad y cuáles una mierda pa ellos )
Y la familia, petardos, insoportables,no sé qué... cuando hay situaciones chungas de verdad ( te quedas sin curro, sin piso, o enfermas) SIEMPRE ESTÁN AHÍ, y hay un retorno fantástico.
En fin.
Que tranquis
Que se pasará
Y habremos aprendido UN HUEVAZO
Abrazos pa tos :pirata:

chema 14-01-2012 22:16

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Cita:

Originalmente publicado por ironia (Mensaje 1209944)
Lo único que me gustaría es que no solo lo paguemos los mismos, y ya sabéis a que me refiro :D

:pirata:

Sois unos optimistas...(por no decir inconscientes) :cunao:. La verdad es que nos van a pasar por la piedra:cunao:: El Estado y los cacos. Siento decir esto pero de algún lado hay que sacar pasta y el que aguante con un barco, sea el que sea, algo tiene. Este Jueves pasado, de noche, abordaron un barco de pasaje, de esos que llevan turistas a la isla de Ons y lo desvalijaron de absolutamente TODA la electronica: Plotters, gps, radar, transpondedor...hasta la antena del radar se llevaron, hablamos de mucho dinero. Lo mismo con un motor fueraborda hace un mes de un jubilado, fondeados cerca del mío. También y periodicamente roban depósitos de gasoil de lanchas de pescadores. Son "sombras", nadie los ve, nadie sabe nada, nadie sospecha quienes son.
Esto es lo que hay, me enteré hoy porque salió el tema hablando con un marinero que conozco. Me aconsejó que sacará las cosas de valor del barco. Él concretamente ya estaba sacando la electrónica.
Ya veis por la mañana colocaba el enlace del rey y ahora me vengo acojonado para casa :cagoento:.
Las cosas nunca volverán a ser como antes, estamos de acuerdo. Enricación, mi punto se lo lleva xento, vamos hacia un tunel sin salida:calavera:. Hace poco leí que los nacidos a partir de 1960 (yo entre ellos) no tendremos pensión o no se nos garantizará en las condiciones actuales ¿...?.

barcosclasicos 14-01-2012 22:36

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
A las buenas noches::brindis:
-Lo que querais chicos/as: yo como profesional y particular lo veo mas negro que el culo de un watusi.......ojala me equivoque.....

Saludines

Moni

jdarellano 14-01-2012 23:12

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Yo solo tengo una certeza, esto o nos mata o nos hace más fuerte, así que deseo que nos pase lo segundo. Salud Cofrades (que no nos falte)

abordaxe 15-01-2012 14:24

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Muy buenas a todos.
Por gracia o por desgracia (¿?) soy economista.
Hace unos 8 años, un compañero y yo, que además de tomar tragos también a veces reflexionamos, veíamos venir la gorda, por una sencilla razón: cuando las decisiones de la gente no las rige el sentido común, prepárate que la hostia puede ser gorda; si a eso unimos lo inusualmente dilatado del sinsentido, que duró no lejos de 10 años, pues la magnitud del golpe no podía ser pequeña.
Dicho esto, estoy totalmente de acuerdo con enricacion. Quizá esta travesía en el desierto tenga efectos positivos: recordaremos lo que es sacrificarse -por uno mismo y por lo demás-, apreciar pequeñas cosas cuyo valor habíamos perdido de vista, y darnos cuenta de que la vida son pequeñas cosas que la veleidad nos ha impedido ver en estos tiempos recientes.
Esta crisis es grave, sí, pero es un juego de niños comparado con lo que a nuestros mayores les tocó vivir: la guerra civil, la posguerra...todos esos episodios que los que estamos en los 50 hemos escuchado de nuestros padres sin que por ello se les agriara el carácter, todo lo contrario, el ser humano es capaz de lo mejor cuando más jodido está: la solidaridad en tiempos difíciles suele despertar del letargo en el que se ve sumida en los tiempos de ¿bonanza?
:brindis:

Larsen 15-01-2012 17:54

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
El problema, como yo lo veo, es que cualquier tiempo pasado fue anterior.

Ciertamente, antes éramos más pobres, pero del trabajo no te echaba ni dios. O sí, te echaban, pero menos. Era difícil conseguir un trabajo espectacular, y cobrabas una miseria pero entrabas de dependiente en una tienda y podías terminar jubilándote en ella. Por una parte, podría ser deseable aquella situación: trabajo escasamente remunerado, pero al alcance de muchos. Eso sí, casi todo se hacía o solucionaba aquí. Te cascaba la tele y la llevabas al técnico que le cambiaba el transformador de líneas. Y la tele seguia con nosotros quince años. Dedicarse a la reparación de cualquier cosa era una buenísima alternativa para vivir.

Poco a poco, eso fue cambiando. Nos olvidamos de reparar, recuperar, restaurar y dimos entrada a la avalancha de productos que venían de fuera. Perdimos las habilidades y no desarrollamos las suficientes marcas propias porque no era rentable y nos fuimos convirtiendo en meros espectadores, participando de la sensación de opulencia - ilusoria por lo visto - del nuevo status.

¿Realmente sería posible darle para atrás al reloj? La situación ya no sería la misma. El mundo rebosa de dinero, sobreproducción y tecnología pero se concentra en muy poquitas manos que se sirven además de economías emergentes (que acabarán devorándolos) para perpetuar su modelo.

Dicen que una época está tocando a su fin. Que ya no puede haber respuestas en la teoría tradicional del capitalismo industrial, ni tampoco por las estructuras básicas de la sociedad actual -Estado y Mercado- que se muestran incapaces de dar respuestas reales a un desempleo estructural profundo. No es que el trabajo se acabe, es que es necesario reinventarlo. Y no parece que el futuro esté en una vuelta al pasado, si no en un rediseño de la economía social.

Mientras tanto, y volviendo a la náutica, creo que el escenario a corto plazo, habría que recrearlo en un entorno de diferencias profundas. Un modelo en el que conviva una masa social cada vez más numerosa con escasísimos recursos que servirá de instrumento para justificar recortes sin fin y la atrofia de la imaginación de los gobernantes que nos han caído en desgracia. La náutica podría ser perfectamente uno de esos escenarios de futuro (hay muchísimo que hacer), pero antes tendría que liberarse del malditismo que la convierte en uno de los objetivos a batir para sacar tajada política inmediata.

En resumen. En la náutica soy optimista a largo plazo. Para cuando a nuestros gobernantes y al sistema que representan se les dé por caer de la burra. Y cuando de disuelvan los esquemas que la convierten únicamante en una consecuencia más del afán de ostentación.

Para entonces, para cuando estemos navegando con la botella de suero colgada de la botavara.

Salud,

Questionsailing 15-01-2012 18:21

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Cita:

Originalmente publicado por Larsen (Mensaje 1210505)
. Eso sí, casi todo se hacía o solucionaba aquí. Te cascaba la tele y la llevabas al técnico que le cambiaba el transformador de líneas. Y la tele seguia con nosotros quince años. Dedicarse a la reparación de cualquier cosa era una buenísima alternativa para vivir.

Me has recordado que mi abuelo hasta hace relativamente poco (5-6 años), pagaba todos los años un seguro del televisor. Si se averiaba, se lo reparaban... hasta que un año no le mandaron el recibo, no existia el taller, y a los pocos meses se le averió la tele -la compró para el Mundial del 82- y les acompañé a comprar una, y ahora resulta que tienen 2 televisores de pantalla plana...

ENRICACION 15-01-2012 18:31

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Volviendo a la esencia del hilo, si redujeran presión sobre la náutica de recreo, no sólo no sería un lastre sino que sería una salida muy airosa.
Si hubiera dónde coño dejar el barco de gratis , aunque no hubiera luz, agua, vigilancia, pero joer, un sitio que dejen que flote tranqui, pues sería una alternativa acojonante para poder vivir en un sitio, navegar de vez en cuando, y por qué no, pensar en salir pitando si todo se pone de uñas.

Pero como en este país, sólo decir "soy navegante de recreo" ya te cascan pelas, pues como que es un problemón.

Imaginaros; sitios donde dejar el barco de gratis, barcos ahora a un precio asequible, en fin... sería incluso maravilloso.
Pero como todo, absolutamente todo, es un puto lastre, pues como que es un problema en vez de una solución a los problemas.
No entiendo por qué no puedes dejar el barco donde te plazca , con tanta costa que tenemos. Si conservas el medioambiente, por qué no vas a poder hacerlo.
Y con cuatro duros te piras y ya está
Pero no
Sólo tenerlo ya es un coste horroroso, incluso sin navegar.
Y eso debería solucionarse.
Pero claro, pa qué coño van a dar ayudas "a los putos millonatis de la náutica de recreo" Con lo que si está chungo todo en general, la náutica pues peor.
Pero como digo, a esperar compañeros.
:borracho:

bricol 15-01-2012 18:59

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Es verdad que hemos vivido en una orgia constante, gastando las provisiones sin analizar donde acabariamos. Yo he visto como la Administracion gastaba en los ultimos 10 años 4 o 5 veces mas en obra publica de lo que presupuestariamente debia. Cosas parecidas han pasado en otros Ministerios.
Mientras no pagen los Gobiernos por la mala gestion seguiremos dando bandazos. Espero que el Tabernero no me censure, no he dicho nada de politica :meparto:

pipe 15-01-2012 19:03

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Cita:

Originalmente publicado por KUMI (Mensaje 1209925)
ENRICACION, eres un monstruo !!! :adoracion::adoracion:

Tú no eres pesimista ni agorero, eres un realista que escribe sin censura :cid5::cid5:, lo que te sale de "alli" lo pones y te quedas tan pancho :D.

Coincido mucho contigo, pero sobretodo me gusta el enfoque de la "crisis de valores". Llevo tiempo pensando que hemos de recuperar algo de prudencia, austeridad, humildad, educación..., valores básicos para poder adaptarnos a los nuevos tiempos sin traumatizarnos demasiado.

Creo que debemos adaptar nuestro ego personal a las circunstancias actuales y para ello hemos de "refrescar" los valores humanos de antaño, los de nuestros padres y abuelos, valores que con la "velocidad" que hasta ahora llevabamos una parte de ellos los hemos perdido por el camino.

Buena apuesta !! :adoracion:





:brindis::brindis:


:brindis:

un mostro :eek:

pues yo no lo veo tan feo :rolleyes:


:capitan::capitan:

ENRICACION 15-01-2012 20:08

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Porque no me has visto con el uniforme
Pídele fotos a JAVICHI, que vas a flipar lode "mostro"

(abrazos ):borracho:

chema 15-01-2012 22:53

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Cita:

Originalmente publicado por Questionsailing (Mensaje 1210524)
Me has recordado que mi abuelo hasta hace relativamente poco (5-6 años), pagaba todos los años un seguro del televisor.

¿Visteis este documental?, no va sobre nautica, va sobre carceles en Perú. Allí las mafias+funcionarios de prisiones "cobran" un "impuesto" por usar cualquier servicio en la prisión. Si esto lo relaciono con lo que ultimamente está pasando por aquí, pues o bien los armadores de cualquier embarcación nos juntamos y pagamos a un guardajurado o bien en un tiempo más pronto que tarde los guardajurados serán los propios cacos :sip:.

http://www.rtve.es/noticias/carceles/

soneya 16-01-2012 00:29

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Si hay algo evidente hoy dia es que todo va muy rapido. Cuatro partidos del siglo al año, refundaciones del euro dia si y dia no, cuando te dan un dato desastroso lo comparan con otro peor de hace menos de 20 años, etc. etc,
No tardaran en cambiar los vientos y todos a correr para la salida de la recuperacion. Quizas nos sirva para recuperar valores y hacer un ERE de mamones del Estado. Para animar este hilo:
Una cabra anda comiendose un rollo de pelicula y pasa otra por al lado y le dice:
- que ¿ te gusta la pelicula ?
a lo que le contesta:
- si, pero me gusto mas el libro

Al que le guste navegar, lo hara en cualquier cosa, propia o prestada, el que.navegaba como el ultimo capricho, no se le vera mas por el pantalan, ni a.vender el barco.

chema 22-01-2014 17:49

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Subió el pan ¿no? :cagoento:. Bueno el caso es que hoy leí esta noticia, espero que no cunda el ejemplo :calavera:

http://www.farodevigo.es/portada-o-m...so/952189.html

IMPULSES 05-09-2016 20:29

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Que interesante hilo encontré buceando en el foro.
Lo rescato 2 años después del último comentario para que volvais a opinar cómo veis la náutica de recreo.

De momento yo os dejo mi opinión , sigue hiper regularizada, normatizada la lesgislación náutica en España. La flota al menos en donde yo navego cada vez mas antigua, los nuevos armadores buscando donde escaquear un euro a la administración... pero lo que mas me sorprende, es el caso de el único amigo que ha cambiado de barco este 2016 vendió un Bavaria velero para irse a una motora de 10 metros. :sip:
Pero ahora se encuentra que la "financiera " del astillero en cuestión no le financia el montante que le falta para el nuevo barco, habiendo ya vendido su velero y entregado el dinero de la venta como señal por el nuevo banco, el otro día muy optimista él me decía que no pasa nada , que irá al banco y le darán el dinero que le falta :meparto: a lo que digo yo.....Alma de cántaro si no te lo presta la financiera del astillero que es la que más interés tiene por venderte el barco como te lo va a dejar un banco ????

Pero todo esto me hace reflexionar y a la vez me genera sorpresa, cómo es que muchos puntos de venta de embarcaciones,por no decir el 100%, esperan sentadas a que el cliente les lleve el dinero entre los dientes y ellos solo tramitar el pedido al astillero.....¿ No se dan cuenta que estan vendiendo un producto realmente caro ? ¿ No se dan cuenta que si no tienen u ofrecen a sus clientes soluciones fiancieras se quedarán muchos posibles barcos sin vender ? ¿ No se dan cuenta que eso a la larga significa quiebra para ese punto de venta ? ¿ No se dan cuenta que su nicho de mercado es realmente pequeño y que la gente no renueva barco como si de un coche se tratara?
Realmente me sorprende mucho esta actitud por parte de los distribuidores.

¿ Qué opinan ustedes queridos cofrades?

true 05-09-2016 23:00

Respuesta: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Desde Abril del 2011, 2012, 2014......Un reflote de verano en 2016, no está mal.
Todo es analizable.

Unos viven muy bien, otros viven, unos van tirando y otros lo están pasando mal, o muy mal. Hay quien pasa unas vacaciones sabáticas por el caribe, por el mediterráneo. Por las islas griegas, pero, un pero muy grande, hay quien pierde la vida intentando alcanzar sus costas para escapar de un mundo que no es color de rosa.
Hay un cofrade que lleva anunciando la intención de compra de un barco desde mayo del 2015 y a 1 de Septiembre " sigue buscando". Una de dos, o marea la perdiz o tiene un doctorado en localizar una ganga con mayúsculas que todavía no ha aparecido.
El banco antes era generoso, y regalaba, porque sacaba una buena tajada. Hoy la cosa está más ajustada y hay que asegurar, pero prestar presta, el tema es cómo y las condiciones.
Nos van a redireccionar y vamos a aprender a vivir acorde a nuestras posibilidades. Ya no nos acordamos que el crédito a principios de los ochenta andaba cerca del 20% de interés.

La construcción en el mundo náutico se disparo con el empleo de la resina, proliferaron las construcciones por aquí y por allí, pero claro, todo tiene un límite, el mercado se satura, y si ese límite se une a un cambio económico importante ahí estamos.
Vacaciones a crédito y con todo pagado, pero sin billetera para tomarse un helado.
Cuestión de economía en un mundo irreal y superficial.
Venga a descubrir las vergüenzas en las redes sociales y a la hora de entrar en la panadería a comprar el pan ni se dan los buenos días ni se pregunta quien es el último para ajustarse al turno de cola.
En fin, que el que pueda y quiera comprar barco tiene oportunidades y el que necesite venderlo, si le corre prisa, que afine el precio si quiere dejar de tener gastos.
A día de hoy hay que olvidarse de vender con ganancias, de vender sin perder dinero con respecto a la compra de todos los extras. Solo los muy establecidos estrenaran barcos.
Estamos bajo mínimos, algunos, una mayoría.
Otros siguen ganando dinero, mucho dinero.

:brindis:

MarkoRamius 05-09-2016 23:32

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Un saludo.

Realmente no tengo mucha idea de como estaba antes el tema. Lo que sí os puedo decir, como opinión de quien no ha tenido contacto previo con la náutica, son dos cosas:

- Me asombra y abruma la cantidad de trámites y gastos que conlleva tener una embarcación sólo desde el punto de vista burocrático. Me parece realmente algo que está perdiendo totalmente el contacto con la realidad y que realmente os están cargando más y más piedras sobre los hombros a los armadores porque saben que sois pocos con relación al resto de población y si protestáis... de qué se queja el ricachón ése si él tiene un barco... peor estoy yo que no lo tengo. Los últimos días he venido leyendo en ésta página y otras sobre el tema de navegar con bandera de otras naciones y la verdad es que me alegro de que la gente lo haga para que sirva como toque de atención. Una especie de "queremos navegar, pero no que nos pongáis mil trabas".


- Sobre temas de precios, amarres y demás, pues tengo la misma impresión que me da cuando comparas ciertas aficiones (que nadie se me enfade por llamar así a ala náutica) con otros países. Y es que en España, tener aficiones que no sean las 4 o 5 típicas resulta TREMENDAMENTE caro. Los costes de concesiones y demás, que acaban repercutiendo en bolsillos de los armadores buscan sólamente recaudar hoy, sin darse cuenta de que están provocando que el día de mañana se recaude mucho menos.

Bajar todo tipo de costes en los que el Estado pueda intervenir, concesiones, trámites, burocracia variada, posibilitaría que más gente pudiese acceder a la náutica, creando empleos en el sector (mantenimiento, instructores para la gente que empieza, astilleros, etc)



Por lo menos así lo veo yo "desde fuera del mundillo".
Un saludo!

true 05-09-2016 23:55

Respuesta: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
El tema de la administración no quiero tocarlo, entraría en la línea prohibida.
Lo de la política de este país es de :pirata::pirata::pirata::pirata:.
A ver si no me censuran.....
Teníamos una flota mercante importante y se la han cargado.
El sr ministro Abel Matutes decide hacer los barcos de transmediterránea en el norte, JJ Sister y compañía, para luego malvenderlos la administración y hacerse con ellos por cantidades simbólicas, para navieras propias.
La flota pesquera con la disculpa de las exigencias comunitarias, a abanderar en Reino Unido e Irlanda si quieren obtener cota y cupo de capturas. Rota de un plumazo.
Los pesqueros españoles no pueden pescar los fines de semana en la costa Atlántica, eso implica que los lunes no hay lonja, (subasta de capturas).
Los pesqueros portugueses SI.
Ruina para el sector.
Armadores españoles "venden" sus barcos, y con bandera de Portugal a pescar toca.
Mucho "sociolisto" en mucho puesto y consejo de administración, por eso iremos a la tercera división.
Aumentará el turismo en Soria......de película.

:calavera::calavera::calavera:

Bertie 06-09-2016 10:21

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Cita:

Originalmente publicado por MarkoRamius (Mensaje 1936247)
Un saludo.

Realmente no tengo mucha idea de como estaba antes el tema. Lo que sí os puedo decir, como opinión de quien no ha tenido contacto previo con la náutica, son dos cosas:

- Me asombra y abruma la cantidad de trámites y gastos que conlleva tener una embarcación sólo desde el punto de vista burocrático. Me parece realmente algo que está perdiendo totalmente el contacto con la realidad y que realmente os están cargando más y más piedras sobre los hombros a los armadores porque saben que sois pocos con relación al resto de población y si protestáis... de qué se queja el ricachón ése si él tiene un barco... peor estoy yo que no lo tengo. Los últimos días he venido leyendo en ésta página y otras sobre el tema de navegar con bandera de otras naciones y la verdad es que me alegro de que la gente lo haga para que sirva como toque de atención. Una especie de "queremos navegar, pero no que nos pongáis mil trabas".


- Sobre temas de precios, amarres y demás, pues tengo la misma impresión que me da cuando comparas ciertas aficiones (que nadie se me enfade por llamar así a ala náutica) con otros países. Y es que en España, tener aficiones que no sean las 4 o 5 típicas resulta TREMENDAMENTE caro. Los costes de concesiones y demás, que acaban repercutiendo en bolsillos de los armadores buscan sólamente recaudar hoy, sin darse cuenta de que están provocando que el día de mañana se recaude mucho menos.

Bajar todo tipo de costes en los que el Estado pueda intervenir, concesiones, trámites, burocracia variada, posibilitaría que más gente pudiese acceder a la náutica, creando empleos en el sector (mantenimiento, instructores para la gente que empieza, astilleros, etc)



Por lo menos así lo veo yo "desde fuera del mundillo".
Un saludo!

Como aspirante a armador, suscribo punto por punto lo que has escrito. Sería cosa de comparar, pero probablemente España tenga la legislación náutica más restrictiva (y absurda) del mundo. Por lo menos de Europa. Y no me parece que el primer interés de la Administración sea velar por la seguridad en los mares, sino extraer hasta el último céntimo del bolsillo de los navegantes, amén de hacerles pasar por un laberinto burocrático para justificar el puesto de chupatintas variados. Por no hablar de todo el ecosistema de empresas que viven de "facilitar" estos trámites. Todos tenemos que vivir de algo, pero mejor que sea de aportar un valor real y no aprovecharse de que nuestros próceres nos imponen una montaña de regulaciones sin sentido.

Me asombro de la diferencia de trámites entre unos países y otros. Ya he comentado varias veces que si fuese en UK, basta con buscarte un barco en cualquier portal, haces contrato privado de venta con el propietario, y al agua patos.

Los precios de los amarres también son para llorar, especialmente por aquí por el Cantábrico, donde no baja de los 2.500€/año para un 8x3m alquilado a un particular (las tarifas oficiales andan por los 4.000€). Para comparar, en Francia ("basin" de Arcachon) lo puedes conseguir por menos de 1.000 (http://www.association-port-taussat-...rifs-2016.html).

Es que echando cuentas, por hora de navegación casi te sale mejor ya no sólo abanderar en otro país, sino tener el barco allí y cogerte un vuelo barato para pasar el finde.

R.Santana 06-09-2016 12:56

Respuesta: Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
El futuro en España de la náutica, al igual que en todos los demás ámbitos de la vida, está muy oscuro. Por temas que todos conocen y no voy a mencionar.
Es que cuando hay muchas cabras en el corral que no dan leche, mal asunto para el pastor. :cunao:

IMPULSES 06-09-2016 15:00

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Veo, queridos cofrades que todos tenemos la misma negra visión del sector náutico en España. La verdad que es una auténtica pena.
Llevo algunos meses queriendo cambiar de barco y otro dato que me sorprende es la no financiación por parte de las tiendas náuticas, te ofrecen leasing frances que te pones a echar números y acabas pagando un 42% de intereses :cunao::cunao: yo personalamente en mi sector tengo contratos con varias entidades financieras para ofrecer la mejor solución de financiación a mis clientes, pero veo que las náuticas no lo tienen y no llego a entender por qué si el producto que venden es caro y al no tener financiación redunda en no tener ventas.
En fin como se suele decir "Spain is different"

Garbinet 06-09-2016 17:07

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Para saber cuál es el futuro de la náutica habría que averiguar qué es la náutica.

Porque "náuticas" hay tantas como formas de entender el mar y de disfrutar de él.

Si hablamos de la náutica de tener un barco con camarote a partir de 7.5 metros
de eslora en un amarre; pues la cosa no va bien, ni irá bien. (Y peor para esloras mayores). Lo que veo en este segmento, además, es que sólo un 20%-30% realmente aprovecha su barco. Es decir, navega al menos un día a la semana (todo el año). Además, salvo excepciones, quienes navegan hacen básicamente lo mismo que un vela ligera: salir y dar una vuelta de 10 a 14. Para esto, nos podemos plantear:
1) tener algo entre 5 y 6 metros que no vuelque, sin camarote siquiera, reduciendo muchísimo coste de amarre y de mantenimiento.
2) Alquilar un par de semanas donde nos plazca; o si vivimos en la costa, alquilar temporadas más largas fuera de temporada.

Sin embargo, la náutica de kite-surf, windsurf, catamarán y vela ligera, va muy pero que muy bien (al menos en mi zona y, eso sí, en verano): 4 o 5 escuelas en 20 kilómetros, al menos 3 zonas de kite, y una zona de catas. Esto no lo había visto los últimos años.
¿ Precios? Por ejemplo, el club de catas: 250 euros por tenerlo en la playa de abril a octubre. Donde estoy yo, costará poco más de mil euros tener un vela ligera todo el año.

Conclusión: hay náuticas que van mal y otras bien y con futuro.
Para animar, me gustaría recordar un famoso hilo de este antro: "mejor uno raro que ninguno".
Yo añadiría, "mejor uno raro y pequeño que ninguno", si este no es tu lema ¿de verdad te gusta el mar?

Saludos.

mazatlan 07-09-2016 00:40

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Que lascosas van mal e impera una incertidumbre y desconfianza en el futuro que retrae de gastar en cosas que no sean de absoluta necesidad, no creo que sea una realidad discutible.
Que cuando para asegurar el futuro y se decide soltar lastre el barco es de las primeras cosas que ae consideran prescindibles, por muchas alegrías que nos de y por mucho que ayude a alegrar el ánimo, tampoco es discutible.
Si creemos mínimamente aquello de que cuando veas las barbas d tu vecino remojar.....basta con recordar que aspecto tenían los puertos conocidos de Francia y de nuestro país hace diez años y como se encuentran ahora.
El de Antibes está a rebosar de los megayates más caros del mundo, porque los ricos son cada vez más ricos, pero puertos para la desaparecida clase media como Porto Rotondo y otros se presentan a media oxupación y con síntomas de dejadez, y en nuestros puertos donde hallar plaza era buscar una aguja en un pajar, ahora están a media ocupación y con un buen número de barcos abandonados.
A todo ello cabe añadir que si hasta hace bien poco la meta podía ser comprarse un barco, ahora en determinadas regiones el amarre puede valer el doble que el barco, y alquilarlo puede costar tanto o más que una espaciosa vivienda, y todo ello bajo la atenta mirada de unos proveedores de servicios que por servir a la naútica cobran el triple que si operan para servciis no naúticos, y la absurda pretención de que cualquier cosa que flote es a efectos fiscales un signo externo.
Con tales ingredientes, presumir un futuro brillante para el sector es pecar de optimista.
Saludos

mazatlan 07-09-2016 00:46

Re: ¿Como veis el futuro de la nautica de aquí a cuatro años?
 
Que lascosas van mal e impera una incertidumbre y desconfianza en el futuro que retrae de gastar en cosas que no sean de absoluta necesidad, no creo que sea una realidad discutible.
Que cuando para asegurar el futuro y se decide soltar lastre el barco es de las primeras cosas que ae consideran prescindibles, por muchas alegrías que nos de y por mucho que ayude a alegrar el ánimo, tampoco es discutible.
Si creemos mínimamente aquello de que cuando veas las barbas d tu vecino remojar.....basta con recordar que aspecto tenían los puertos conocidos de Francia y de nuestro país hace diez años y como se encuentran ahora.
El de Antibes está a rebosar de los megayates más caros del mundo, porque los ricos son cada vez más ricos, pero puertos para la desaparecida clase media como Porto Rotondo y otros se presentan a media oxupación y con síntomas de dejadez, y en nuestros puertos donde hallar plaza era buscar una aguja en un pajar, ahora están a media ocupación y con un buen número de barcos abandonados.
A todo ello cabe añadir que si hasta hace bien poco la meta podía ser comprarse un barco, ahora en determinadas regiones el amarre puede valer el doble que el barco, y alquilarlo puede costar tanto o más que una espaciosa vivienda, y todo ello bajo la atenta mirada de unos proveedores de servicios que por servir a la naútica cobran el triple que si operan para servciis no naúticos, y la absurda pretención de que cualquier cosa que flote es a efectos fiscales un signo externo.
Con tales ingredientes, presumir un futuro brillante para el sector es pecar de optimista.
Saludos


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